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	<title>DJ NEJO</title>
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		<title>Come farsi una cultura musicale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[DJ Nejo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Apr 2025 08:20:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Music]]></category>
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<p></p>



<p>Spesso si sente dire questa frase: "In Italia c'è poca cultura musicale". C'è un fondo di verità tanto quanto si tratta fondamentalmente di una banalità, la prima di una serie di cui approfondiremo in separata sede. Piuttosto c'è un problema, soprattutto per le giovanissime e i giovanissimi, che riguarda il farsi una propria cultura musicale, partendo da zero o quasi: nell'epoca in cui tutto è disponibile a portata di mano a buon mercato, sul proprio smartphone che portiamo in giro tutti i giorni, diventa ancora più difficile paradossalmente orientarsi e farsi una propria cultura, di qualsiasi tipo e ambito, nel momento in cui subiamo continuamente orde di contenuti e pubblicità di ogni tipo.</p>



<p>"Io di musica non so niente" è una frase che sento dire fin troppo spesso. Eppure dovremmo avere tutti un'educazione musicale, almeno di un paio d'ore a settimana per i 3 anni delle scuole medie. Non voglio entrare nel merito di quanto questa e l'istituzione Scuola sia inadeguata e fuori dal tempo, però mi stupisce il fatto che l'insegnamento della Musica a scuola risulti essere soprattutto un freno per chi già studia musica e ambisce a diventare un professionista mentre riesca difficilmente ad appassionare tutti gli altri, salvo i rari casi di professori illuminati qua e là che si immolano alla causa.</p>



<p>Smettiamola subito con le lamentele e proviamo a partire da qualche parte, già l'intenzione di iniziare questo viaggio è un buonissimo segnare da cogliere e di possibilità ce ne sono fin troppe. Cominciamo!</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalle radici o dalle foglie?</h3>



<p>Ci sono due strade fondamentalmente per iniziare a orientarsi nella Musica: partire dall'inizio o dalla fine. Che vuol dire? La musica ha una storia enorme, millenaria, che si sviluppa nel tempo, nello spazio, ovvero le diverse aree geografiche del nostro pianeta e su un livello ulteriore che è quello dei generi e stili. In questo oceano enorme di informazioni, date, eventi e quant'altro dobbiamo decidere prima di tutto da dove partire.</p>



<p>Secondo i puristi dovremmo partire dell'inizio, dalle origini di ciò che decidiamo di prendere in considerazione, dai grandi maestri che hanno poi portato a quello che ascoltiamo oggi. Quindi dovremmo decidere se approcciare la storia della musica classica, quindi scorrere tra i vari Bach, Mozart, Beethoveen fino ad arrivare al Novecento e attraversarlo nelle sue varie decadi fino alla discografia moderna.</p>



<p>Un'impresa immane, che potrebbe scoraggiare la maggior parte anche dei più temerari.</p>



<p>Un metodo più gradevole potrebbe invece essere quello di partire da oggi e andare a ritroso: prendi una canzone che ti piace e cerchi di capire da dove viene, quindi scorrendo indietro intanto i lavori precedenti dello stesso artista e poi cerchi di individuare chi potrebbe averlo ispirato/a. Ci sono riferimenti diretti e indiretti per ogni cantante, ma anche per l'autore e il produttore, che potrebbe essere un team invece che una persona sola. Già questi termini potrebbero disorientarti, quindi andiamo con calma. </p>



<p>Parti da una canzone che ti piace e ne cerchi altre simili, partendo da concetti semplici. Se stai ascoltando un cantante uomo al pianoforte fai una ricerca di altri cantanti uomini al pianoforte. Molto probabilmente se ti piace Ultimo sarai messa/o di fronte a un Cremonini, o a Venditti e se sposti lo sguardo all'estero ti verranno proposti Bruno Mars, Billy Joel o Elton John, inevitabilmente, ma magari anche qualche brano di Stevie Wonder o Perfect Day di Lou Reed. Ecco che già mettere insieme questi nomi potresti avere già molto da ascoltare, capire, approfondire.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Non ti fidare degli algoritmi</h3>



<p>Viviamo nell'epoca in cui tutto, purtroppo, ci viene servito filtrato, dai motori di ricerca, agli e-commerce per arrivare ai servizi di streaming. Lì c'è tutto, ma non riusciamo a trovarlo e quello che ci viene proposto in realtà è per gli interessi della piattaforma, segue delle logiche che non ci aiutano (a voler essere gentile).</p>



<p>Approfondiremo i meccanismi "oscuri" degli algoritmi delle piattaforme di streaming musicale o del principale motore di ricerca di video in altri articoli un po' più tecnici del blog, per adesso ti basti sapere che gli algoritmi in questo caso sono piuttosto pigri: invece di proporti musica da scoprire, tendono a proporti quello che in generale piace di più, perché sono strutturati per catturare e tenere attiva l'attenzione delle persone il più possibile.</p>



<p>Nonostante io sia un DJ con un repertorio musicale piuttosto vasto, tendono a propormi soltanto le ultime uscite delle principali major discografiche del momento, come fanno fondamentalmente a tutti. Il motivo è che sono i brani più ascoltati in generale e danno per assodato il fatto che piacciano a tutti.</p>



<p>Le piattaforme erano nate con il nobile intento di far scoprire la musica più nascosta e di bloccare la pirateria, ma adesso sono soltanto un altro veicolo pubblicitario per le principali realtà discografiche. Sta a noi sfruttarle a dovere per scovare ciò che ci potrebbe interessare, ma gli strumenti di ricerca e di suggerimento non fanno al caso nostro. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Connessioni, Collaborazioni, Curiosità</h3>



<p>Una volta scelta la strada da seguire, cerchiamo di combinare gli elementi a nostra disposizione per mettere in fila brani e artisti. Nessuna canzone nasce mai veramente dalla mente di una persona sola, anche se il/la cantante è anche autore, il brano esce grazie all'aiuto di qualcuno, sia esso un produttore o il direttore artistico di un'etichetta discografica. Puoi essere quindi colui o colei che ha scoperto quel determinato artista, che ha pescato il suo brano da un elenco di quelli ricevuti o magari nella sfilza dei provini di un talent, oppure colui/colei che ha trasformato l'idea in una canzone vera e propria.</p>



<p>Qualunque sia il caso in questione, cerca di capire da chi è stato realizzato davvero il brano che ti piace, se ci sono collaborazioni di qualche tipo. In molti casi sono esplicitate, in altri sono più nascoste, ecco che quindi può essere utile cercare e ascoltare interviste, quelle più approfondite non le chiacchiere in promozione che non dicono nulla, i racconti, i podcast dove i cantanti si raccontano. Puoi scoprire chi magari ha scritto la canzone davvero, che lavorando per altri artisti ti fa scoprire molte altri brani da sentire, oppure chi ha dato quel consiglio che si è rivelato utile, che magari ha lavorato con molti altri.</p>



<p>Cerca di scoprire le curiosità che hanno portato alla scrittura e realizzazione di una canzone che ti piace tanto, nel racconto delle storie puoi trovare tanti spunti che oltre ad arricchire la tua conoscenza, ti fanno scoprire dinamiche e attori della scena musicale che potrebbero piacerti.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Oltre alle interviste, Libri e Film</h3>



<p>Spesso le canzoni che ti arrivano fanno giri strani, anche piuttosto lunghi. Può darsi che sia stato scritto anni fa, ignorato a lungo poi finisce in un film e riprende vita. Ecco che nell'approfondire anche a partire dal cinema si può arricchire il proprio panorama musicale.</p>



<p>Un buon modo sono i musical (a cui fin troppi purtroppo sono pregiudizialmente allergici) o i biopic, nei quali si racconta la storia di un artista. Ecco che in tal senso possono essere molto utili i libri: nelle biografie oltre a scandagliare la storia di un ragazzo o una ragazza che poi sarebbero diventati piuttosto famosi per qualche motivo artistico, si trovano moltissime indicazioni preziosi. Quando leggo una biografia, ed è un genere che mi piace molto, spesso devo prendere appunti sui tanti nomi citati e mi metto ad ascoltare tutti i brani menzionati, per portarmi nel contesto che si racconta.</p>



<p>Leggendo capirai a maggior ragione che niente nasce da zero, tutto si sviluppa, si evolve e si mescola a partire da un contesto di riferimento. In questo la tua cultura in materia si fa più solida pagina dopo pagina.</p>



<p>Ci sono, infine, i documentari, che non sono così noiosi come ci raccontavano un tempo, ma sempre più dinamici e interessanti che riempiono intere sezioni nelle varie piattaforme di streaming. Guardando la storia di un artista o di un genere riesci a farti un quadro sempre più chiaro delle dinamiche che avvolgono e coinvolgono ciò che arriva alle nostre orecchie.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Concerti, anzi meglio Festival</h3>



<p>Il modo migliore che consiglio per scoprire un artista è andarlo a vedere dal vivo. Durante il concerto esegue i suoi brani migliori o racconta il suo momento, può essere un contesto più intimo nel quale racconta anche le storie che stanno dietro le canzoni oppure una grande arena dove ti trovi in mezzo a orde di fanno che condividono quella passione, che ti fanno vivere quel momento in maniera decisamente unica e coinvolgente. Ci potrebbe essere qualcuno ad aprire il concerto, che quindi ti da modo di apprezzare altri che potenzialmente potrebbero piacerti perché in linea con quello che suona chi già conosci e apprezzi.</p>



<p>A maggior ragione consiglio di andare ai festival e non come facciamo di solito noi italiani, ovvero arrivare 5 minuti che inizi l'artista principale, l'unico che ci interessa, ma dall'inizio, facendoti un giro per i vari palchi se ci sono e godendoti tutto ciò che precede l'ospite principale della serata. Ai festival si scopre tanta musica, anche nuova, molte proposte, spesso di sensibilità diverse, sono concepiti proprio per quello, per proporre tanti elementi diversi nello stesso spazio. Ai festival si ha uno spaccato di ciò che succede nel mondo, nel momento. </p>



<p>Purtroppo nel nostro paese non abbiamo una grande cultura di festival, questo lo posso sostenere con cognizione di causa, ma ci sono comunque tantissime occasioni in ogni parte d'Italia dove si mettono insieme tanti artisti e palchi diversi, dove una giornata ti arricchisce tantissimo se vai in cerca di sorprese e di approfondimenti nell'ambito musicale.</p>



<p>Che ne dici? Ti ho dato abbastanza spunti per farti una cultura musicale??</p>



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		<title>&#8220;L&#8217;intelligenza Artificiale toglierà il lavoro ai DJ?</title>
		<link>https://www.djnejo.it/lintelligenza-artificiale-togliera-il-lavoro-ai-dj/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[DJ Nejo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 17:47:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DJ Producer]]></category>
		<category><![CDATA[DJ]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[Producer]]></category>
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					<description><![CDATA[Non credo, però... Di recente, dopo una lunga inattività, ho rimesso il naso su LinkedIn, anche solo per cancellare la montagna di email e notifiche che arrivano di cui pensavo di aver negato il consenso. Quello che una volta era il social serio, professionale, per trovare lavoro e scambiare esperienze, adesso sta rincorrendo gli altri [&#8230;]]]></description>
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<h2 class="wp-block-heading">Non credo, però...</h2>



<p>Di recente, dopo una lunga inattività, ho rimesso il naso su LinkedIn, anche solo per cancellare la montagna di email e notifiche che arrivano di cui pensavo di aver negato il consenso. Quello che una volta era il social serio, professionale, per trovare lavoro e scambiare esperienze, adesso sta rincorrendo gli altri canali, per usare un eufemismo.</p>



<p>Mi sono imbattuto in un articolo, su un argomento che potenzialmente troverei interessante: "l'autore" intavola una conversazione con un non-meglio-specificato esperto, al quale pone alcune domande per svolgere la discussione. Ora, le domande non è che fossero così speciali, però alla seconda risposta nel quale "l'intervistato" riprende le parole dell'"intervistatore" e commenta "sì, anch'io sono d'accordo su questo argomento", ho iniziato a sospettare ci fosse qualcosa sotto.</p>



<p>Alla fine dell'articolo, l'autore (vero questa volta) del blog dichiara di aver scritto il post con un'intelligenza artificiale di cui adesso non ricordo quale fosse, non era né Gemini, né ChatGpt né Blue Skies. Ho chiuso lo pseudo articolo e anche LinkedIn.</p>



<p>Siamo nell'epoca in cui ci viene detto "dobbiamo fare contenuti" continuamente, allora che c'è di meglio che scrivere qualche riga e vedersi rispondere con un articolo bell'e pronto da poter copiare, incollare e programmare in un attimo. Mi chiedo il perché, cosa si vuol dimostrare? Mi stai per caso cercando di vendere un corso su come "crescere online"? Pensi di essere credibile? O forse vuoi soltanto riempire il vuoto delle pubblicazioni che latitano dopo un flusso di entusiasmo iniziale?</p>



<p>Parlo (o meglio scrivo) con cognizione di causa, che so perfettamente quanto la discontinuità sia deleteria al posizionamento online, alla crescita, al farsi trovare, però preferisco sinceramente produrre contenuti di mio pugno, che siano di qualche valore per chi può essere interessato. Non è neanche un motivo ideo-logico o pregiudiziale, semplicemente per tirare fuori qualcosa di decente da un'intelligenza artificiale devi correggere, modificare, fare le giuste richieste, editare, insomma perderci del tempo, quindi tanto vale farlo o non farlo per conto proprio.</p>



<p>Che c'entra questo con i DJ?</p>



<p>Sono in molti a temere la presenza costante e sempre più ingombrante delle intelligenze artificiali per l'attività delle persone nei settori più diversi, anche la produzione musicale e il DJing non sono da meno: le fiere di settore propongono sempre più prodotti innovativi e contemporaneamente le persone ipotizzano scenari apocalittici. Non ho le risposte, ma mi sento di poter escludere gli scenari estremi, dall'abbracciare queste tecnologie come la panacea di tutti i mali così come i proclami verso l'estinzione e le grida a "fermate il mondo voglio scendere".</p>



<h3 class="wp-block-heading">L'Integrazione delle Funzioni</h3>



<p>Se fare il DJ significasse mettere i 10 brani del momento, beh non ce n'è bisogno da tempo, già da prima di Spotify, figuriamoci adesso. L'umanità è ciò che ci contraddistingue da un algoritmo, da una classifica, da un sondaggio, da un software; per questo che ci sono le personalità, gli stili, i carismi, quelle formule intraducibili e inspiegabili che vanno oltre la matematica degli elementi che le costituiscono. </p>



<p>Chi teme di essere sostituito è perché evidentemente non ha molto da dare, rispetto a ciò che può fare una macchina. Suonare non è mettere a tempo due brani e miscelarli perfettamente, è tutto ciò che ci sta intorno.</p>



<p>Allo stesso modo per la produzione musicale, dove veramente si stanno facendo passi da gigante ogni quarto d'ora in direzione di una automazione ed efficientamento massimo, certi temono la scomparsa di alcuni ruoli, figure professionali, studi e quant'altro.</p>



<p>Chiunque si sia messo all'opera nel realizzare un brano musicale sa quante azioni ripetitive ci siano da mettere in atto continuamente e quante centinaia di decisioni, anche micro, debbano essere prese, messe e rimesse in discussione a ogni singolo ascolto. Così come per molti brontoloni sul web, qualsiasi cosa sia equivalente al barare, dall'avere una reference track all'utilizzare un preset già pronto, come se la "buona musica" venisse solo dalla completa totale originalità anche nella produzione. Normale che l'utilizzo delle IA sia visto come il demonio, ma in realtà il punto è lo stesso di cui sopra: </p>



<p>realizzare brani per compiacere un algoritmo, che prima si chiamava semplicemente formula, è una pratica diffusa da sempre, da quando i brani si scrivevano in serie, quando ogni artista interpretava gli stessi brani, quando è arrivata l'elettronica nelle produzioni pop, quando la musica elettronica è diventata da classifica, quando le progressioni di accordi e le librerie di suoni si trovavano su google e potrei andare avanti ancora e ancora.</p>



<p>Avere degli strumenti che aiutano, indirizzano, svolgono procedure macchinose, suggeriscono in tempo reale non uccide la creatività, piuttosto la valorizza, o almeno potrebbe laddove prevalgono cose antiche e inimitabili come il buon gusto e il buon senso.</p>



<p>Una delle paure più diffuse a pensarci bene non è che una certezza già consolidata: lavori sostituiti da software gratuiti di intelligenza artificiale sono in realtà anni che non vengono richiesti a professionisti ben pagati, perché il valore di un brano musicale per utilizzi più diversi è ormai al minimo sindacale da decenni. Il sottofondo per un video di un imprenditore, la voce guida per delle immagini, la traduzione in tempi rapidi e la stesura di sottotitoli, sono tutte operazioni per cui nessuno paga più da tempo, come l'acquisto di brani o licenze. Le intelligenze artificiali non fanno altro che accelerare processi già irreversibili.</p>



<p>Ciò che non può essere sostituito è il pensiero umano, sia esso una voce, una faccia, una sensibilità, un'intenzione, una percezione: per questo che ha senso da un lato combattere fortemente la scrittura di blog automatizzate se vuoi raccontare qualcosa di utile e personale, così come la stampa in serie di brani pre-confezionati da pista o da classifica; dall'altro lato non ha senso cedere alle lamentele, agli allarmismi, soprattutto come scusa per non fare quello che si dovrebbe fare, sia esso passare le ore in studio per realizzare un remix o scrivere ciò che si pensa per dare contributi di riflessione a chi ci segue.</p>



<p>Per questo ci tengo a sottolineare che non utilizzo AI nella scrittura di questo blog, anche se mi fa fatica e devo interrompere più volte nel corso della giornata la stesura di un'idea che mi ronza in testa da giorni, anche se salto qualche settimana e ciò che leggi non è la cosa più engaging secondo gli algoritmi. Questa è una delle mie voci, personale e non cedibile.</p>



<p>Per questo consiglierò sempre se vuoi fare dei video, di metterci la tua faccia e la tua voce, anche se è più immediato trovarne online, ma sarà sempre qualcosa di asettico, impersonale e rintracciabile da chiunque.</p>



<p>Ciò che oggi non funziona tra un quarto d'ora viene sistemato e potenziato, a velocità inimmaginabili, per questo non voglio fare leva su ciò che ancora non è stato sviluppato a dovere o non si trova a buon mercato, ma anche l'IA più perfetta del mondo non potrà che imitare la tua voce, tendendo a rimanere in superficie, nello standardizzato, generico e impersonale.</p>



<p>Spero veramente che la moda dei blog scritti dall'IA, dei reel su instagram, delle foto di Facebook vada presto a sfumare, mentre le persone restano. Evviva il lunedì</p>



<p></p>




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		<item>
		<title>Consolle o Controller: da Dove iniziare?</title>
		<link>https://www.djnejo.it/consolle-o-controller-da-dove-iniziare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[DJ Nejo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 18:31:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CORSO DJ]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[DJ]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova newsletter, dedicata a DJ, produttori, appassionati di musica e discografia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[




<h4>Il punto di partenza per chi vuole imparare a fare il DJ</h4>



<p>La prima domanda per chi vuol iniziare a fare il DJ riguarda praticamente sempre l'attrezzatura: cosa è meglio prendere per imparare? E quanto spendere?<br><br>Dal mio punto di vista sarebbe meglio pensare prima alla musica, perché le attrezzature vanno di conseguenza, sia perché ci sono delle variabili che dipendono dallo stile e dai generi, ma soprattutto perché l'attrezzatura non dovrebbe condizionare la tecnica, ma sarebbe ben più importante riuscire a cavarsela in qualsiasi situazione, indipendentemente dal mezzo con cui si suona.<br><br>Parleremo della musica in altri capitoli, adesso concentriamoci sulla domanda di partenza.<br>La risposta è un grosso DIPENDE. In certi casi può essere più utile, più facile e più efficace iniziare da un controller, in altri può convenire invece dotarsi di una consolle. <br><br>Entriamo nel merito di queste variabili, ma solo dopo aver definito precisamente cosa si intende con entrambi i termini.<br></p>



<h4><strong>La Consolle</strong></h4>



<p>La Consolle per DJ nella sua forma base è composta da 2 lettori e un mixer. I lettori servono per riprodurre i brani musicali, il mixer per miscelare i suoni e passare in maniera indolore da un brano all'altro. I Lettori da DJ a differenza di quelli da ascolto hanno la possibilità di poter aumentare o diminuire la velocità dei brani, scegliere con estrema precisione il punto di partenza e far partire il brano esattamente quando si vuole. I lettori più evoluti hanno molte altre funzioni, effetti, schermo touch screen e varie diavolerie di cui parleremo a lungo su queste pagine.<br></p>



<h4><strong>Il Controller</strong></h4>



<p>Il Controller per DJ è un apparecchio digitale che simula una consolle completa e si collega a un computer (volendo anche al tablet o agli smartphone).<br>Il controller consente di riprodurre i brani, intervenire sulle velocità, mixare i suoni, ma anche di scegliere i brani da playlist, cartelle presenti sul computer (ma anche online), oltre molto spesso ad azionare effetti di vario tipo direttamente dalle manopole.<br>Ci sono tantissimi modelli di controller, da tutti i prezzi: è opportuno considerare il modello preciso sia del controller che dei software così come il sistema operativo del computer. Stiamo andando sempre più in una direzione in cui la compatibilità tra questi è assicurata per pochi anni, con aggiornamenti che si susseguono continuamente e supporti e assistenza che cessanno nel giro di poche versioni.<br><br>Quindi? Come faccio a scegliere cosa è meglio per me? Rispondiamo a qualche domanda.<br></p>



<h4><strong>All in One</strong></h4>



<p>Per "All in One" si intendono quelle apparecchiature da DJ che sono sia controller che consolle insieme, che hanno cioè sia la possibilità di leggere la musica direttamente, attraverso ad esempio una chiavetta usb, ma anche di collegarsi al computer o a software per DJ, andando a utilizzare quelle funzione con le manopole e i tasti. Ce ne sono vari modelli, ma le principali tendono a essere piuttosto costose, mentre quelli che costano meno non è che funzionino poi granché, quindi non mi sento di consigliarle in questa fase iniziale.<br><br>Quindi? Come faccio a scegliere cosa è meglio per me? Rispondiamo a qualche domanda.<br></p>



<h4>Chi sei, ovvero quanti anni hai?</h4>



<p>Può sembrare banale come prima domanda, ma non lo è affatto. In base all'età, siamo più abituati o meno a una fruizione di musica di un certo tipo piuttosto che altri. A partire dalla generazione Z non esistono più i CD né tantomeno spazi dove inserirli, quindi non ha senso che un/a aspirante DJ che ha 20 anni adesso, si prenda una vecchia consolle e vada a reperire dei CD, sia nei quali masterizzare gli mp3 dal computer oppure acquistare album e compilation in questo formato. Ben diverso è il discorso se si ha già a disposizione una discografia di partenza e si vuole provare a mettere un po' brani passando da un mixer e dei lettori. </p>



<p>I lettori da DJ da molti anni non hanno più l'ingresso per i CD, in tal caso si dovrebbe andare a cercare nel mercato dell'usato, ma magari si può trovare qualcosa a buon prezzo proprio perché diventa sempre più raro l'utilizzo di questi supporti.</p>



<p>Per i giovanissimi, cresciuti nell'era dello streaming, è difficile anche l'idea di scaricare i brani. Non ne hanno mai sentito il bisogno, dal momento in cui la musica è disponibile praticamente tutta sullo smartphone oppure su YouTube dal computer. Non c'è bisogno di avere fisicamente il brano in un hard disk, perché la connessione a internet è onnipresente. A questi consiglio sempre di cercare un controller da collegare al computer, almeno in fase iniziale e valutare l'acquisto di una consolle nel momento in cui si vuole approfondire la passione per il mondo dei DJ.</p>



<p>Negli ultimi anni è possibile utilizzare l'abbonamento a un servizio di streaming musicale anche per suonare, grazie all'interazione con i principali software per DJ. Ecco che in questo modo, si può provare ad imparare avendo accesso a letteralmente tutta la musica. Ne parlo in questo video</p>





<h4><strong> - Genere musicale</strong></h4>



<p>Un altro elemento discriminante è il genere musicale: se vuoi suonare rock 'n roll o musica vintage, è importante prima o poi cimentarsi con i giradischi, perché puoi reperire quella musica nei mercatini, nei negozi dell'usato e lo stile della serata non si adatta troppo alla consolle digitale. Si può fare eh, non è vietato, ma se scegli di dedicarti a un genere molto specifico, ognuno di questi ha il proprio sistema può adatto.<br></p>



<h4>Cosa hai a disposzione</h4>



<h4></h4>



<p>Mi piace sempre pensare prima a cosa si ha e poi solo in seguito andare a intervenire su ciò che manca. Se stai dietro alle pubblicità online o ai rosiconi sui social (mi dispiace ma chiamo sempre le cose con il loro nome), dovresti sempre star dietro alle ultime tecnologie uscite, che poi molto spesso se ne stanno a prendere polvere in garage. <br>Il primo elemento da considerare per me è cosa hai a disposizione in questo momento: hai un portatile, anche vecchio, da poter utilizzare per la musica? Perché i controller entry level non sono stand-alone, come si dice in gergo, ovvero non possono leggere la musica direttamente, ma devono interagire con un computer, un ipad o uno smartphone.<br>Questo significa che se vuoi dotarti di un controller e non hai un computer portatile a disposizione dovrai mettere in conto anche quello: ci sono controller che vanno con gli smartphone, però poi dovrai utilizzare quello per la musica, e ci sono vari inconvenienti, schermo piccolo, mancanza di tastiera, spazio limitato. Sinceramente mi sento di sconsigliare anche questa strada.<br></p>



<h4>Il Budget</h4>



<p>Eccoci qui alle dolenti note. Quanto mi costa questo desiderio? Ci sono proprio tutti i prezzi, per questo è opportuno farsi i conti in tasca e decidere quanto si vuol dedicare a questa nuova passione.<br>Partendo dal basso, ci sono dei controller estremamente di livello base, che costano anche meno di 100€. Va da sé che sono anche piuttosto limitati nelle funzioni, nelle possibilità di intervenire sul suono e nel non avere ingressi e uscite per collegarci altre fonti, però se si parte da zero o se magari il proprio bambino/a vorrebbe provare ma non si sa se e quanto vorrà dedicarcisi, può essere una strada più che giusta, anche perché con software gratuiti, che di solito sono abbinati all'acquisto del controller, in versione limitata ma che comunque consentono le funzioni essenziali, e una spesa minima ci si può dedicare a pieno e toccare con mano tutte gli elementi fondamentali.<br>Già mettendo qualche centinaio di € in più si ha accesso a controller molto più performanti, con software più completi e si può esplorare meglio e più a fondo cosa fa un DJ.<br>E' ancora presto per iniziare di prendere una consolle con queste cifre, un mixer anche molto scarso almeno 50€ costa, i lettori molto di più: le marche principali di riferimento sono Pioneer e Denon, sui lettori di altre marche non dico non siano utilizzabili, ma la distanza è notevole e potresti andare incontro a problemi tecnici od ostacoli che ti rendono più ostico anche il primi approccio alla consolle. I Lettori Pioneer e Denon costano, e data la scarsa reperibilità di prodotti e ricambi, i prezzi si mantengono alti anche per l'usato. Di contro, l'acquisto di lettori buoni è qualcosa che rimane molto a lungo, non ha problemi di compatibilità, usura e può essere un acquisto che poi ritrovi nel tempo.<br>Se il budget è molto limitato, la scelta del controller è quasi obbligata.<br>Se il budget al contrario è molto alto, mi sento di non consigliare comunque i modelli top di gamma: può sembrare contro intuitivo, ma dal momento che sia i lettori, che i mixer che le all in one hanno tantissime funzioni, l'approccio a queste da zero risulta molto disorientante, fai fatica a capire cosa fare, come, perché, come sfruttare tutto quel ben di Dio, quindi finisci molto probabilmente per non accenderla più. Impara dalla base, per poi andare ad investire solo quando avrai appreso i fondamentali dell'arte.<br><br>Ci sono tantissimi elementi da approfondire per fare una scelta in questa fase, ma non voglio "rintronarti" oltre: pensa che la scelta è piuttosto personale, che puoi trovarti bene con qualcosa che per altri è inutilizzabile, che l'importante è riuscire a capire come giocare con la musica e che la tecnologia è solo uno strumento nelle tue mani, non ciò che ti rende un DJ davvero.<br><br>Approfondiremo tutti i vari aspetti nelle varie categorie del blog.</p>



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		<title>Che hai fatto a Capodanno?</title>
		<link>https://www.djnejo.it/che-hai-fatto-a-capodanno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[DJ Nejo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2025 20:29:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://www.djnejo.it/?p=197</guid>

					<description><![CDATA[La nuova newsletter, dedicata a DJ, produttori, appassionati di musica e discografia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[




<h3>Secondo articolo della newsletter (quasi) settimanale dedicata a DJ e appassionati di Musica</h3>



<p>Se per chiunque nel mondo la domanda "che fai a Capodanno?" è motivo di incubi prolungati, attacchi di ansia, dolore per aspettative deluse e conti salati, per i DJ l'ultimo giorno dell'anno è un punto fermo del calendario, un momento divertente e ben pagato. Magari non più LA serata più importante dell'anno (su questo ci torniamo più avanti) ma comunque un evento importante per la gran parte di noi.<br><br>A Capodanno qualsiasi tipo di locale aperto fa musica, intrattenimento, festa. Poi ci sono le feste organizzate, in casa, in villa, nelle piazze.<br><br><br>Ho parlato tempo fa in un video su come prepararsi adeguatamente per un evento del genere, che è allo stesso tempo molto facile e insieme molto delicato, ecco alcune regole di base:<br><br></p>





<h4><strong> - Essere pronti a tutto</strong></h4>



<p>Nel momento in cui tutti fanno festa, è piuttosto probabile che chi ti trovi davanti non sia così abituato e avvezzo ad andare a ballare o comunque per locali, quindi è possibile tu debba impegnarti per convincerla/o a lasciarsi andare. Dovrai tenerti saldi a portata di mano i tuoi assi nella manica per far partire la serata, siano i classici immancabili oppure i brani più forti dell'anno. Dal momento che è l'ultimo dell'anno, più che pensare alle ultimissime uscite, mi concentrerei sul raccogliere il meglio dei vari generi ed epoche, così come tutto ciò che è uscito nell'anno che volge al termine. Un po' come nei servizi che fanno vedere nei telegiornali per riempire la mancanza di notizie fresche.<br></p>



<h4><strong>- I pubblici sono diversi</strong><br></h4>



<p>Nel momento in cui tutti fanno festa, è piuttosto probabile che chi ti trovi davanti non sia così abituato e avvezzo ad andare a ballare o comunque per locali, quindi è possibile tu debba impegnarti per convincerla/o a lasciarsi andare. Dovrai tenerti saldi a portata di mano i tuoi assi nella manica per far partire la serata, siano i classici immancabili oppure i brani più forti dell'anno. Dal momento che è l'ultimo dell'anno, più che pensare alle ultimissime uscite, mi concentrerei sul raccogliere il meglio dei vari generi ed epoche, così come tutto ciò che è uscito nell'anno che volge al termine. Un po' come nei servizi che fanno vedere nei telegiornali per riempire la mancanza di notizie fresche.</p>



<p><br>E' piuttosto raro che chi va a ballare tutte le settimane nello stesso posto, ci finisca anche a Capodanno, c'è chi va in giro per qualche giorno, chi va in montagna o all'estero, chi si organizza in piccoli gruppi. Le città si riempiono di turisti da ogni dove, così come gli agriturismi negli angoli più defilati. Questo significa che difficilmente potrai far affidamento sugli affezionati di cui conosci ogni minimo passo, ma dovrai riuscire a scoprire rapidamente chi ti trovi davanti e cosa può piacergli. Ma non ti preoccupare, non sarà un mistero così inestricabile, perché di solito è il clima di festa a farla da padrone.</p>



<h4><strong>Il clima di festa</strong></h4>



<p>In genere chi è in vacanza o comunque in libera uscita, se non rimane in casa è propenso a volersi divertire, il che genera fin dal principio un'atmosfera di divertimento latente, pronta a scoppiare. Non c'è bisogno di inventarsi chissà che per riuscire a trasformare la cena in una festa, siamo lì tutti insieme a sperare che l'anno nuovo sia più interessante di quello che ci lascia, a esorcizzare i dispiacere o a farsela prendere bene con chi ci troviamo intorno.<br>Non c'è alcun bisogno di fare troppo gli esotici, concentrati e non ci saranno sorprese.<br><br>Per quelle che sono le considerazioni generali, non è cambiato molto nel corso degli anni, mentre su altri aspetti è opportuno contestualizzare nel periodo che stiamo vivendo.<br><br>Il Capodanno non è più così centrale nel panorama delle feste, se ne sente molto meno il bisogno: se da un lato la tendenza è sempre più alla piccola festa in casa, con gruppi di amici o parenti ristretti, o dall'altro lato alla piazza più prossima senza avventurarsi chissà dove, un po' complice l'aumento indiscriminato dei prezzi dappertutto e il fatto che per l'ultimo dell'anno ci sia musica ovunque, per molti è né più né meno che una una serata normale.<br><br>Non è più l'evento più pagato dell'anno: per chi come il sottoscritto negli eventi ci lavori, si guadagna molto di più in altre occasioni, adesso è molto probabile finire a trovare una serata come tante altre, neanche così lunga come un tempo e senza poter pretendere chissà quali cifre.<br>In molti ci sono rimasti fregati affittando ville o palazzetti, certi numeri di presenze non si fanno più dagli anni Novanta e di conseguenza anche le pretese di cachet si sono ridimensionate. Fare un evento da zero è diventato troppo rischioso, con tantissime spese e per guadagnare diventa quasi un miracolo, al punto che non conviene più. Di conseguenza per noi DJ non è più quella folle corsa che è stata per tanti anni.<br>Sbaglio? Come è andata la tua serata di Capodanno?<br>Condividi l'articolo e commenta sui tuoi social. E già che ci siamo...EVVIVA IL LUNEDì <br><br><br></p>



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<p>Lorem Ipsum has been the industry's standard dummy text ever since the 1500s.</p>
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		<title>Evviva il Lunedì</title>
		<link>https://www.djnejo.it/evviva-il-lunedi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[DJ Nejo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 09:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[La nuova newsletter, dedicata a DJ, produttori, appassionati di musica e discografia.]]></description>
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<h3>La newsletter (quasi) settimanale dedicata a DJ e appassionati di Musica</h3>



<p>Evviva il Lunedì. Si inaugura, (poco prima della fine dell'anno a onor del vero, ma è tutto molto da me) una nuova newsletter, dedicata a DJ, produttori, appassionati di musica e discografia. Il lunedì per noi è un giorno speciale, da festeggiare. Intanto perché non abbiamo il fastidio della settimana lavorativa in ufficio, fabbrica, negozio, ma può essere un giorno di riposo, di commissioni, per riordinare le idee o le attrezzature, magari per cercare musica nuova e dedicarsi allo studio o a iniziative di altro tipo. Ma non ce la tiriamo per questo <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <br>Oppure per far partire progetti nuovi, come questa newsletter settimanale, da inviare a tutti gli iscritti e da condividere con i curiosi.<br><br>Per me il lunedì è un bel giorno, da accogliere con un gran sorriso anche quando piove e fa freddo.<br><br>Capita certe volte di dover lavorare, ma di solito sono serate diverse dal solito, tendenzialmente piacevoli, proprio perché non sono i canonici eventi del fine settimana. In passato ho fatto varie convention o showcase anche di lunedì mattina, senza che mai ci fosse quella spiacevole sensazione "oh no, si ricomincia".<br><br>In questa newsletter vogliamo, io insieme a vari collaboratori più o meno occasionali, condividere ciò di cui abbiamo parlato la settimana scorsa sui vari canali, il blog, i video di YouTube, il Podcast quando sarà operativo (piccolo spoiler, ma ci sta), come sempre senza voler essere fastidiosi né diventare un cartellone pubblicitario come migliaia che invadono le nostre mail ogni singolo giorno dell'anno. <br>Anche soltanto per alleviare il fastidio a chi invece si trova a dover riprendere la routine lavorativa a cui rinuncerebbe volentieri, ma è troppo intelligente per farlo. Detto col massimo rispetto e ammirazione.<br><br>Dopo tanti anni un po' qua un po' là, dopo aver scavallato i 40, è arrivato il momento per me di mettere tutto in fila e darsi una regolata, nel senso che le idee sono tante, gli argomenti ancora di più, allora possiamo sentirci una volta la settimana, raccontandoci quello che è successo, quello che di più interessante ho sentito in giro, condividendo opinioni, suggestioni, gli spunti più diversi.<br><br>Un unico appunto prima di salutarci: "No AI WAS HARMED in the making of this POST". Lo sapete che non sono refrattario alle nuove tecnologie e agli sviluppi nei vari campi di applicazione, però ci tengo a sottolineare che scrivo senza aver sfruttato le intelligenze artificiali. Così come parlo con la mia voce e mi piace sottolineare quanto questo sia importante, non mi sentirei onesto a scrivere facendo vari copia-incolla. Sarebbe molto più semplice e rapido, ma preferisco dedicarmici personalmente, con il rischio, premesso già nel sottotitolo, di saltare qualche settimana, ma sono piuttosto convinto che ne valga la pena.<br>Quindi ringraziandoti per la lettura, un bel sorriso e… EVVIVA IL LUNEDI'!!!<br><br></p>



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		<title>Riscopriamo il Teatro</title>
		<link>https://www.djnejo.it/riscopriamo-il-teatro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[DJ Nejo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 09:22:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[#Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[There are many variations of passages of Lorem Ipsum available . But the majority have suffered alteration in some form.]]></description>
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<h3>Perché i giovani non lo frequentano più? Una lettera aperta.</h3>



<p id="e64d">Ogni volta che vado a Teatro mi dico che dovrei tornarci più spesso. Puntualmente finisco per disattendere quest’idea, fino alla volta successiva, quando il pensiero ritorna in mente tale e quale.</p>



<p id="25f8">Di solito riesco ad andare a teatro quando mi invita qualcuno degli attori e capita di essere libero: mi trovo spesso in questi casi a essere tra i più giovani in sala, che è riempita per lo più da persone coi capelli bianchi. Perché? Come si è inceppato questo meccanismo? Perché i ragazzi e le ragazze non vanno più a teatro?</p>



<p id="b143">Mentre mi trovo nell’attesa dell’inizio dello spettacolo, a cui tendo ad assistere da solo in una rassicurante domenica pomeriggio, mi perdo in queste riflessioni, fino al momento in cui mi trovo a parlare con delle simpatiche signore anziane: ciò che ammiro di più di queste è la grande esperienza che hanno, avranno assistito a centinaia se non migliaia di spettacoli, hanno gusti stratificati, una passione genuina e molto spesso un ampio raggio di performance a cui partecipano con gioia.</p>



<p id="ddf9">Spesso mi soffermo a guardare i cartelloni di fronte alla biglietteria, le locandine e i manifesti conservati mentre mi sorseggio un amaro, mi ci vedrei quasi a fumare la pipa se avessi questo vizio. “Enrico IV. Questo è l’ultimo spettacolo di Salvo Randone, aveva quasi ottant’anni, era un grandissimo attore” mi fa una signora; apprezzo il fatto che quelli che per me sono solo nomi, per lei corrispondano a volti, scene, rappresentazioni. “Mamma mia, si torna giovani a vedere questi” con lo sguardo rivolto verso la parete. In fondo questa è una caratteristica del teatro italiano fin dai suoi albori: Romeo e Giulietta avevano 16 anni secondo l’opera di Shakespeare, ma il protagonista è sempre l’attore più famoso nelle compagnie italiane, possa anche avere anche la pancia e la barba bianca.</p>



<p id="a7c6">In Italia si va a guardare uno spettacolo per l’attore o gli attori coinvolti, è così da sempre, fin dalle compagnie girovaghe della commedia dell’arte. Non ci sono compagnie residenti che hanno tanti spettacoli in cartellone così come non ci sono mesi di programmazione come nelle realtà americane o inglesi. Ma non è questa una caratteristica che è cambiata rispetto all’epoca d’oro del teatro contemporaneo, quando i grandi attori e attrici calcavano i palchi di tutta Italia, con adattamenti od opere originali, quando si passava dal teatro alla televisione o il cinema e non viceversa.</p>



<p id="5ac7">Nella grande stagione degli sceneggiati Rai la messa in scena e le interpretazioni erano molto teatrali, ma il fatto che si potesse guardare uno spettacolo comodamente in salotto non impediva alle persone di frequentare i teatri. Sarà una questione di costi? Non proprio. “Prima costava di più, era per pochi, ma ci andavamo spesso” mi ha detto sempre la signora di prima; in effetti è vero, 3500 Lire nel 1975 erano tanti soldi, o comunque una cifra non da poco, oggi un’opera di due ore costa più o meno come uno spritz in centro a Firenze.</p>



<p id="c252">Non è il prezzo l’ostacolo principale, così come non lo è avere in mano lo smartphone, youtube e decine di servizi di streaming on demand.</p>



<p id="36c9">Eppure ogni scuola porta i ragazzi e le ragazze a teatro: organizzano le proiezioni mattutine, i laboratori pomeridiani, introducono gli spettacoli fin da bambini per poi andare ad approfondire, magari con percorsi facoltativi, fino al termine dell’obbligo scolastico. C’è chi ci si appassiona, ma la moltitudine si perde.</p>



<p id="c0cf">Per una volta vorrei evitare di raccontare le storture del sistema-Italia, in materia di produzioni, agenzie, soldi che vanno e vengono, lavoratori mal pagati, fondazioni, associazioni, mancanza di incentivi o l’esatto contrario, ovvero quando la rappresentazione è coperta da fondi ministeriali quindi nessuno ha interesse a portarla in giro oltre il minimo sindacale e così via. Il problema è soprattutto di pubblici, che non si cercano con la dovuta insistenza.</p>



<p id="86f6">Ricordo anni fa la stagione teatrale di un comune nelle mie zone (preferisco non fare nomi), che era di 8 spettacoli: il teatro era completo per più dell’80% da abbonati, la gran parte dei quali erano persone coi capelli bianchi che rinnovavano di anno in anno. Per chi voleva scegliersi uno spettacolo qualsiasi erano riservate le ultimissime file o i posti etichettati “con scarsa visibilità”. Sia mai che a qualcuno fosse venuto in mente di proporre delle repliche il giorno successivo, quando i costi sono abbattuti e una volta allestito anche metà sala sarebbe sufficiente per un incasso decente. No, le agenzie non lo permettevano. Io che sono sempre curioso e anche un po’ rompip*lle, andavo certe volte a vedere se questi spettacoli erano in tourneé e molto raramente si trattavano di rappresentazioni con decine di date in lungo e in largo, più probabilmente all’attore paracadutato da chissà dove si appioppava uno spettacolo con la speranza che portasse un po’ di gente, dopodiché perché non fregarsene di rischiare una sera in più?</p>



<p id="0555">Il dito, però, lo punto anche nei confronti degli spettatori: quanti si sono lamentati durante il lockdown “oh miseria, hanno chiuso i teatri”, ma quando mai ci andavano prima? Quanto spesso ci sono andati da quando sono riaperti?</p>



<p id="c34c"></p>



La meraviglia del teatro è proprio essere tra il pubblico, sentire il mormorio della gente, gli applausi a scena aperta, qualche suoneria del cellulare, d’altra parte sono anziani* quindi anche ad alto volume, a cui magari dal palco rispondono con una battuta improvvisata.



<p id="cf6d">Ecco, la magia del palco, lo spettacolo unico e irripetibile, che per definizione è ogni volta diverso, l’interazione tra attori e attrici, le facce, le smorfie, le voci, il rumore dei passi, le quinte e tutto ciò che ci sta dietro.</p>



<p id="cb05">Ogni volta che vado a teatro mi dico che dovrei andarci più spesso; magari ora che l’ho scritto e pubblicato ci riesco davvero.</p>



<p id="13f2">________________________________________________________________</p>



<p id="ed97">*forse non si è capito l’ironia, non ce l’ho con gli anziani, anzi li ammiro perché sostengono questa forma d’arte; semmai ce l’ho con i giovani che se ne fregano e potrebbero un giorno non godere di tutta questa meraviglia.</p>


]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iniziare a Produrre Adesso.</title>
		<link>https://www.djnejo.it/iniziare-a-produrre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[DJ Nejo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 09:22:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CORSO DJ]]></category>
		<category><![CDATA[#DJ]]></category>
		<category><![CDATA[#Producer]]></category>
		<category><![CDATA[#Studio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.djnejo.it/2024/06/27/make-your-delivery-faster-with-our-services/</guid>

					<description><![CDATA[Contrary to popular belief, Lorem Ipsum is not simply random text. It has roots in a piece of classical Latin literature.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[


<h3></h3>



<p>Hai sempre sognato di fare delle produzioni musicali, sei un DJ che cerca di dare un tocco personale al proprio suono oppure hai delle idee che ti frullano in testa e vorresti realizzarle. Qualunque sia la tua situazione una delle domande da un milione di dollari più richieste è "da dove si comincia?". In tanti chiedono quale sia il Software più adatto alle loro esigenze, ma in realtà qui siamo già ad un passo successivo. In questo articolo scoprirai come iniziare a produrre a partire da adesso.</p>



<p></p>



<h3><strong>TEMPO</strong></h3>



<p>Spesso ci diciamo di non avere tempo. Ci sono fiumi di parole sull'argomento "gestione del tempo" così come tantissime sono le storie di chi è diventato un produttore di successo ritagliandosi delle ore qua e là in giornate contingentatissime.<br>Pensare al tempo a disposizione è assolutamente il primo passaggio, mentre il secondo è togliersi dalla testa il pensiero di non poterlo fare.<br>E' molto più efficace dedicarsi un pochino tutti i giorni alla produzione musicale, anche solo mezz'ora, piuttosto che fare delle grandi scorpacciate a cui non si darà mai seguito.<br>Questo per almeno due buone motivi:<br>il primo è il grande scoglio iniziale, prima di riuscire a tirar fuori qualcosa di decente passerà parecchio tempo. E' un po' come chi decide di suonare il violino che sa bene che per il primo anno saranno soltanto rumori anche piuttosto fastidiosi prima di riuscire a far uscire qualcosa che sembra una nota. Allo stesso modo nella produzione musicale ci sono così tanti elementi da tenere in considerazione e così tante alternative disponibili che dobbiamo considerare un periodo iniziale molto impegnativo da superare.<br>Il secondo motivo ha a che vedere con la percezione molto particolare di quello che si sta facendo. In altre parole potresti adorare ciò che stai tirando fuori, risentirlo dopo due settimane e avere la sensazione di dover buttare via tutto. Il concetto è molto interessante e sarà presto approfondito a dovere, per il momento ti basti pensare che dare continuità in fase iniziale è l'unico modo per riuscire a creare un proprio stile e un metodo di lavoro personale.</p>





<h3><strong>SETTA LE ASPETTATIVE</strong></h3>



<p id="81ogb">Questo non è un invito a non aspettarsi niente di buono, così almeno non sarai deluso. Settare le aspettative significa cercare di capire a cosa si andrà incontro in modo da poterlo affrontare nel migliore dei modi.</p>



<p id="a797a">Produzione musicale significa andare incontro a un sacco di frustrazioni, scontrarsi con macchine, meccanismi, plugin, suoni che non tornano e strumenti che ancora non sai padroneggiare.</p>



<p id="drt98">E' opportuno fare un passaggio fondamentale fin da subito: non devi cercare di ricreare l'idea che ti balza in testa quanto di lasciarti andare e seguire il flow di quello che stai creando.</p>



<p id="bm8ba">Se ti avvicini alla produzione musicale da DJ hai un sacco di ascolti a cui confrontarti, hai tantissima musica in repertorio e se accompagnato dalla sensazione di non riuscire mai ad avvicinarti neanche lontanamente a quei brani che tanto ti piacciono.</p>



<p id="b2pnq">Anche quando inizi a creare delle produzioni di tutto rispetto, riesci difficilmente ad accostarle ai brani che suoni ogni settimana.</p>



<p id="330uu">Questo potrebbe essere un altro scalino insormontabile, se non adotti un altro approccio. La creazione di musica è un atto fine a sé stesso, dimentica (per il momento) obiettivi, raffronti. Quando ti svegli che hai sognato una traccia (eh sì succede!) lì nella tua testa è tutto perfetto, tutto al suo posto e tutto che funziona a dovere, ma poi nel ricreare davvero ciò che hai in testa ecco che arrivano puntuali le magagne. Non trovi il campione giusto, il basso non ti viene, le note non tornano e così via.</p>



<p id="eennn">Questo semplicemente perché l'idea deve essere solo uno spunto di partenza, non un'ossessione.</p>



<p id="aj51a">E' opportuno avere dei brani di riferimento, da mettere proprio sul progetto musicale, ma sappi che la tua creazione deve camminare con le proprie gambe.</p>



<p></p>



<h3><strong>PARTI DA QUELLO CHE HAI, NON DA QUELLO CHE TI MANCA</strong></h3>



<p id="18a44">Evita fin da adesso la lista di tutto ciò che ti ci vorrebbe. Le casse nuove, la stanza, il compressone, il synth analogico degli anni '70. L'elenco potrebbe essere infinito e anche avendo a disposizione il portafogli inesauribile, non è la strada giusta.</p>



<p id="b5s4">Ci sono produzioni di livello mondiale nate da un semplice portatile e mixate, almeno in primissima fase, in cuffia.</p>



<p id="8eokl">Ecco quindi ciò di cui hai veramente bisogno:</p>



<p id="l85r">un computer (a meno che non tu voglia tornare a tagliare e incollare manualmente il nastro);</p>



<p id="95l5u">delle buone cuffie;</p>



<p id="67d1f">delle case da studio.</p>



<p id="esms2">STOP</p>



<p id="5qer2">Il resto poi arriva nel tempo quando ne hai assolutamente bisogno. Ti sconsiglio di acquistare materiale nuovo, anche perché devi imparare ad usarlo e già ti stai dedicando ad un'attività nuova in cui c'è molto da imparare, non aggiungerei un carico ulteriore.</p>



<p id="cdlu2">Anche se hai deciso di acquistare la nuova Maschine, è sbagliato pensare che sia quello lo stimolo per iniziare a fare produzioni. Inoltre il problema non è negli strumenti che utilizzi ma cosa ci fai con questi. POI arriverà il momento di scegliere se è meglio quella marca o quell'altra, quel plugin o quell'altro, ma non è adesso il caso di pensarci.</p>



<p id="36an9">Una volta fatto i conti con il tuo contesto di partenza questa idea di fondo è da mantenere anche una volta iniziato a produrre: pochi strumenti, pochi plugin, poche tracce sul progetto. Cerca di prendere confidenza con gli strumenti (con tutte le accezioni del termine) prima di andare a complicarti la vita. Parti da qualcosa di semplice prima di andare ad approfondire.</p>



<p id="1gf1s">L'idea quando si inizia a fare musica è che manchi sempre qualcosa, che sia sempre abbastanza vuoto o scarno. Dovresti riuscire ad andare contro questo concetto, cercando di non essere un giudice troppo severo contro stesso né ipercritico.</p>



<p></p>



<h3>Il Software</h3>



<div class="wp-block-group is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-6c531013 wp-block-group-is-layout-flex">
<p><br>Eccoci arrivati al punto tanto richiesto. Per una trattazione dei principali software di produzione musicale rimando all'articolo dedicato sul blog<br><a href="https://medium.com/@nejodj/i-principali-software-di-produzione-musicale-88633d0ba642"><u>https://medium.com/@nejodj/i-principali-software-di-produzione-musicale-88633d0ba642</u></a><br><br>Prima però qualche piccola considerazione in merito, sempre sull'approccio:<br>il software è un foglio bianco, è come se uno scrittore dovesse decidere su quale carta o applicazione lavorare per iniziare a scrivere il proprio primo romanzo.<br>Su ogni software di produzione musicale puoi fare tutto, sono applicazioni molto strutturate ed approfondite, con talmente tante funzioni che è impossibile anche per i più esperti, conoscerle e padroneggiarle tutte prima di decidere quale sia quella che fa per noi. E' vero che ci sono delle Digital Audio Workstation che si prestano più per delle cose che per altre, ma ciò non significa che non si possano fare o che ti impediscano di raggiungere il risultato sperato.<br>In conclusione non è il software che fa la differenza, ma come lo utilizzi e per questo arriviamo al prossimo punto dell'articolo.<br></p>
</div>



<h3><strong>LA PRATICA</strong><br></h3>



<p id="96cs1">La produzione musicale si impara facendola, così come le funzioni di un software e il personalizzare un plugin. Le procedure sono molteplici e soprattutto si può arrivare allo stesso punto in vari modi e attraverso mille strade diverse.</p>



<p id="5vtg">L'unico modo per riuscirci è dedicarcisi, fare esercizi, fare errori, in una parola sola fare.</p>



<p id="crsm8">Ciò non significa che non ci sia una teoria, che non siano utili dei tutorial o dei corsi. Ma tutto questo non ha alcun senso senza la pratica.</p>



<p id="c9j9r">Non si può imparare tutto prima di cominciare, anche perché molto lo impari proprio esclusivamente facendo. Crei un tuo metodo, che funzioni per te, solo mettendoti lì sul progetto, sugli strumenti, cercando le soluzioni agli ostacoli che ti trovi davanti.</p>



<p></p>



<p><strong>FARE TANTO, PRIMA CHE BENE</strong><br><br>La grande sciocchezza che vorrei togliere dalla testa prima di iniziare a produrre è la seguente: "faccio poco, perché ricerco la qualità". Questa massima per la produzione musicale non vale. La qualità arriva dopo.<br>L'argomento è ostico da digerire per molti, ma il perfezionismo è nemico del produttore musicale. Prima di tutto perché in fase iniziale non riesci a costruire qualcosa di dignitoso, ma va bene così, fa parte del gioco; il perfezionismo ti blocca dal finire quello che hai cominciato in modo da poter iniziare qualcos'altro.<br>Un grandissimo problema di noi produttori musicali è che abbiamo decine (se non centinaia) di progetti mai conclusi, che rimangono lì a occupare spazio, mentale oltre che fisico. Invece dovremmo finire appena possibile quello che abbiamo cominciato, comunque sia andata e solo dopo iniziare una nuova avventura.<br>Se realizzi 10 brani è probabile che 1 di questi sia una hit. Se ne realizz 100 è molto più probabile che 1 sia veramente una hit.<br>Ogni volta che realizzi qualcosa e la concludi sei molto più rapido e incisivo nel prendere decisioni, nell'ottenere quello che ti aspetti, nel ricreare le condizioni ideali e che funzionano per te, nel crearti un metodo di produzione limitando al minimo la parte ripetitiva, noiosa e poco divertente del fare musica concretamente.<br>Essere rapidi è una caratteristica da perseguire con tutto te stesso. Non serve a niente impiegare un mese per raggiungere il giusto suono di cassa. E' solo tempo che porti via alla tua prossima produzione, che potrebbe essere quella che funziona davvero.<br><br><br>Ci sono molti spunti su cui si potrebbe discutere, ho parlato più di approccio che di tecnica. Ma è proprio l'approccio che fa la differenza nel dedicarsi alla produzione musicale. Fammi sapere cosa ne pensi e quali argomenti accennati vorresti approfondire</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Vorrei Fare il DJ&#8221;. Da dove cominciare?</title>
		<link>https://www.djnejo.it/fare-il-dj-dove-cominciare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[DJ Nejo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 09:22:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CORSO DJ]]></category>
		<category><![CDATA[DJ Producer]]></category>
		<category><![CDATA[#Corso]]></category>
		<category><![CDATA[#DJ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.djnejo.it/2024/06/27/planning-for-your-business/</guid>

					<description><![CDATA[Come iniziare a fare il DJ: Musica, Attrezzatura, Impostare il Set]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[


<p>Come si fa ad iniziare a fare il DJ? Si parte dalla musica o dall'attrezzatura? Quanto tempo è necessario per imparare e fare pratica? Queste sono tutte domande che possono venirti in mente quando decidi di metterti a fare il DJ. La risposta non è semplice né c'è una formula valida per tutti. Ma cerchiamo di mettere ordine ai pensieri.<br>Prima di tutto i requisiti fondamentali, che sono essenzialmente due: passione per la musica e voglia di mettersi in gioco. Senza passione per la musica non ci sono altre motivazioni che tengano; il mettersi in gioco, invece, è un presupposto cui non si può prescindere, perché un DJ ha bisogno necessariamente di un pubblico, non importa se reale o virtuale, numeroso o composto da una sola persona.<br>Se ci sono questi due requisiti fondamentali allora puoi proseguire nella lettura.<br>Avresti sempre voluto provare a fare il DJ, ma non sai da dove cominciare? Ecco la guida completa per te.<br></p>



<h3><strong>LA MUSICA</strong></h3>





<p>Si parte dalla Musica, almeno questo è il metodo che prediligo. Non importa il genere, l'epoca, se di nicchia o per tutti. Un DJ ha bisogno di un repertorio e se parte da zero poco male, iniziamo a crearcelo.<br>Prima di iniziare a capire come interagire con la musica è opportuno studiarla e ancora di più farsi prendere dalla curiosità. Questo significa sia in modo "orizzontale", cioè analizzando le parti di una canzone, gli strumenti presenti, l'organizzazione interna, andando quindi ad approfondire come si costituisce un brano musicale, cosa hanno in comune e cosa differenzia ogni traccia e cercando degli elementi per orientarsi.<br>Contemporaneamente cerchiamo "in verticale" di farci una cultura: ascoltiamo i brani di oggi e i riferimenti col passato, cerchiamo di capire i generi musicali, i periodi storici, le influenze e ricorrenze. Cerchiamo di analizzare le tendenze musicali, come si sviluppano, nascono e "muoiono". Tutto questo non si impara in una notte, ma senza questo tipo di ricerca fare il DJ risulta un'attività vuota e meccanica, priva di qualsiasi elemento di interesse.<br>Nessuno può creare un repertorio per te, non c'è qualcosa di giusto o di sbagliato. Ti prendi ciò che ti piace e inizi a metterlo in fila.<br>La ricerca della Musica non è un'attività una tantum, ma ti accompagnerà sempre, anche perché non arriva mai un momento in cui si può stare fermi, altrimenti tutto ti scorrerà intorno senza che tu possa rendertene conto. Una volta appurato questo possiamo andare a capire come mettere insieme la Musica e passare da un brano all'altro.<br></p>



<h3><strong>LA CONSOLLE: lettori o computer?</strong></h3>



<p>Ora possiamo iniziare ad interagire con la musica. Come facciamo?<br>Dal momento che non si può pretendere di imparare tutto <em>prima </em>di cominciare, consiglio di mettersi a fare pratica con gli strumenti di cui si può disporre gratuitamente per poi andare a scegliere l'apparecchio che fa al caso nostro.<br>Virtual DJ è un software gratuito nella sua versione di base, con il quale si può prendere confidenza con l'arte del mixare. L'alternativa è recuperare un consolle completa da qualcuno (che sia con due lettori e un mixer oppure all-in-one non fa differenza in questa fase) e provare a suonare un po' di brani.<br>L'attività del DJ consiste nel passare in modo indolore da un brano all'altro, ad ogni sorgente, sia questa un lettore o un canale del software, corrisponde un canale del mixer con le proprie regolazioni. Serve poi una cuffia per il preascolto, in modo tale da preparare la traccia successiva.<br>La versione gratuita di Virtual DJ non consente l'ascolto separato, però si può comunque provare a sovrapporre le tracce e a capire come trovare il punto di partenza (CUE), azione fondamentale quanto trascurata.<br>Io sono dell'idea che sia meglio dedicare qualche settimana all'ascolto dei brani e alla pratica per poi andare ad acquistare dell'attrezzatura piuttosto che stare un mese in attesa della scheda audio o del controller. E' vero che è una fase un po' noiosa ma poi te la ritrovi quando vai a mixare i brani e se non sei disposto a superare questo scalino iniziale è difficile tu possa andare avanti per molto a fare il DJ.<br><br>Le opzioni per quanto riguarda la strumentazione sono essenzialmente 3: una consolle completa, una consolle compatta (all-in-one), un controller per computer.<br>Non esiste una scelta sbagliata, è una questione molto personale, le variabili sono il budget a disposizione e l'attitudine individuale. Non c'è uno strumento di questi che precluda la possibilità di dedicarsi a pieno all'arte del DJ.<br>La consolle completa è composta nella sua forma base da due lettori e un mixer. I lettori adesso hanno un ingresso USB, sconsiglio di acquistare dei lettori soltanto con CD, perché è un formato in via di estinzione e andare a masterizzarsi i brani su CD è un enorme spreco di tempo e di risorse che si può tranquillamente evitare.<br>Per i lettori le marche principali sono Pioneer e Denon, le altre rischiano di essere carenti per quanto riguarda l'affidabilità e la velocità di lettura. Dal momento che avrai pochi secondi per scegliere e caricare una traccia e opportuno che l'attrezzatura non ti ponga dei limiti in tal senso. E' meglio di gran lunga un usato Pioneer anche molto datato (purché sia in buone condizioni) che un lettore di una sottomarca sconosciuta, che sembra funzionare inizialmente, ma che poi non riproduce i files come dovrebbe.<br>Si può anche scegliere di dotarsi di due giradischi e acquistare i vinili. E' bene considerare però che in quel caso siamo un po' limitati in molti generi musicali, perché non tutto esce su disco e che sarà una scelta un po' costosa in fase iniziale, perché un conto è acquistare un brano a 1€ un conto è prendersi un disco a 15€ che contiene un brano soltanto.<br>Per quanto riguarda il mixer può andar bene "qualsiasi cosa",è sufficiente che abbia almeno due ingressi e il selettore per la cuffia. In seguito sarà necessaria una qualità sonora decente, ma per imparare non è ancora così un problema prendersi un mixer di bassa qualità.<br>Se si opta per il controller la scelta dipende dal software, rimando all'articolo dedicato per farsi un'idea sui software da DJ in circolazione<br><a href="https://medium.com/@nejodj/i-migliori-software-per-dj-56620ff761f9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://medium.com/@nejodj/i-migliori-software-per-dj-56620ff761f9</a><br><br><br>In questo caso la musica è nel computer, il software occupa buona parte di memoria mentre sta lavorando ed è opportuno che mentre si suona non ci siano altre applicazioni aperte. Per il resto non ci sono altre particolari limitazioni, quando poi si sarà in grado di suonare per serate intere allora potrà essere opportuno scegliere un software piuttosto che un altro in base alle preferenze musicali e tecniche.<br><br>La consolle compatta è un ibrido tra le due formule raccontate qui sopra: consente di suonare i singoli brani, caricati nei lettori che sono integrati, oppure di interfacciarsi con il computer e il software.<br>Anche in questo caso Pioneer è leader di mercato, Denon che ha dei prodotti molto interessanti, ci sono poi altre marche che si contendono la loro fetta, da Native Instruments a Numark. Non tutti i prodotti sono compatibili con tutti i software, è opportuno se si ha disposizione già qualcosa, che si faccia una verifica delle compatibilità prima di procedere all'acquisto.<br><br>L'attrezzatura non deve essere un limite: il consiglio è di provare il più possibile tutto e cercare di essere in grado di suonare con qualsiasi cosa. Incontrarsi con amici, provare nei locali, rendersi conto delle differenze e degli elementi comuni. Scegliere a prescindere è piuttosto difficile, ma anche inutile.<br>Il DJ non lo fa l'attrezzatura, ma anche la tecnica. Quello che conta prima di tutto è la selezione, la tecnica è solo un modo per metterla in atto.</p>



<p></p>



<h3><strong>LA SERATA - IL SET</strong><br></h3>



<p><br><br>Adesso che abbiamo la Musica e qualcosa con cui suonarla è arrivato il momento di costruire il nostro set. Che si tratta di un momento in camera con tre amici, un set registrato da pubblicare online o una festa con 1000 persone non fa differenza, (si fa per dire), nel senso che le operazioni da mettere in atto brano dopo brano solo esattamente le stesse. Quello che cambia è il contesto.<br>Ecco che il DJ deve imparare a leggere il contesto, Essere preparato tecnicamente e con il repertorio, conoscere i brani e saperli mettere in fila, ti consente di dedicarti a capire ciò che sta succedendo intorno, valutare la reazione delle persone, capire cosa può funzionare e cosa no, cercare di approfondire cosa fanno gli altri, sia i nomi più famosi che chi ha appena iniziato come te.<br>Dal momento che le attività da mettere in atto contemporaneamente sono molte, dovrai riuscire a svolgerle il più possibile in modo automatico, così da poterti concentrare sul resto. In questo modo potrai sviluppare il tuo stile, la tua attitudine, il tuo modo di concepire una serata e le evoluzioni che saprai trasmettere.<br>Prendi il più possibile riferimenti dagli altri ma certe dinamiche non si possono spiegare, dovrai tradurle tu stesso, nel modo più personale possibile.<br>"Non ci sono scelte sbagliate, ma soltanto scelte", si potrebbe dire parafrasando un'espressione famosa legata al jazz; queste scelte ti rendono il DJ che sei e possono farti arrivare al DJ che vorresti essere.</p>
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